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Crudo, aberrante, meraviglioso. "Loro" di Maxine Chattam

  • Immagine del redattore: Giada Demicheli
    Giada Demicheli
  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Un viaggio nell'oscurità e nella resilienza interiore. "Loro" un thriller che si può finalmente definire tale!


Ci sono libri che lasciano il lettore sospeso tra repulsione e fascinazione, e "Loro" di Maxime Chattam appartiene senza dubbio a questa categoria. La narrazione si muove su binari crudi e aberranti, scandagliando gli abissi dell'orrore umano con una scrittura scorrevole e a tratti fin troppo dettagliata. Eppure, oltre l'efferatezza e la tensione, emerge un elemento che voglio sottolineare con un taglio olistico: la forza interiore che si risveglia nei momenti di massimo trauma.

reader con la copertina del libro

Cosa può esserci di più spaventoso di un serial killer a piede libero? Due serial killer che uccidono contemporaneamente. Ma se fossero tre, o addirittura di più? La Francia è sconvolta da una serie di delitti inquietanti: la Bestia, un assassino che lascia morsi enormi sulle vittime, e il Fantasma, che non lascia tracce, sembrano operare separatamente, ma entrambi firmano i loro crimini con lo stesso simbolo enigmatico. Quando un giovane dipinge quel simbolo in una stazione e subito dopo uccide dei passanti prima di togliersi la vita, il mistero si infittisce. I gendarmi Ludivine Vancker e Alexis Timée, brancolando nel buio, chiedono aiuto al criminologo Richard Mikelis, un predatore di predatori. Ma per fermare "Loro", bisogna prima capire chi o cosa siano veramente.


L'orrore come catalizzatore della trasformazione

Ludivine Vancker, nella seconda parte del romanzo, incarna una resilienza che va oltre la sopravvivenza: un vero e proprio processo di risveglio e determinazione. L'orrore che la circonda, al quale da la caccia senza sosta, con il quale ha un enorme conto in sospeso, non solo la costringe a reagire, ma la conduce a un contatto più profondo con se stessa, con risorse interiori che fino a quel momento non sapeva di possedere. In un certo senso, il dolore diventa un'iniziazione, un passaggio attraverso il quale il suo essere si trasforma.


Il trauma e il risveglio interiore

Dal punto di vista olistico, esperienze traumatiche possono spesso diventare porte verso una consapevolezza più elevata.

Sebbene nessuno desideri affrontare il dolore, è nei momenti di estremo smarrimento che il nostro istinto di sopravvivenza si fonde con una forma di saggezza ancestrale.

La protagonista, suo malgrado, incarna questa verità: trova in sé una forza primordiale, una determinazione che la spinge a non arrendersi e a riscrivere la propria storia ed a risolvere il caso.


Affrontare l'orrore: tra paura e consapevolezza

Di fronte a storie così crude e disturbanti, è inevitabile chiedersi: come possono esistere certi orrori? E come possiamo affrontarli?

Chattam non offre risposte rassicuranti, ma ci mette davanti all'idea che il male possa essere più vicino di quanto immaginiamo. Il romanzo ci costringe a interrogarci sulla natura della violenza e su quanto sia sottile il confine tra chi la subisce e chi la perpetra. Eppure, anche in questa spirale di terrore, emerge una consapevolezza fondamentale: la nostra capacità di scegliere, di resistere e di trovare un senso anche nell'abisso.


"Loro" non è un romanzo per tutti: la sua crudezza può risultare disturbante, eppure è proprio in questa discesa negli abissi che si cela un potenziale di rinascita. È una lettura che ci ricorda come, anche nelle situazioni più disperate, esista sempre una scintilla di luce interiore pronta a riaccendersi, se siamo disposti ad ascoltarla.

Se ti piacciono le storie che mettono alla prova le emozioni, che ti costringono a riflettere sulla dualità tra bene e male, tra vulnerabilità e forza, allora "Loro" potrebbe rivelarsi una lettura potente e trasformativa.

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